Enoturismo e Covid? Un binomio possibile

enoturismo e covid

Lo dice uno studio dell’Osservatorio Reale Mutua: in tempo di crisi, economica e sanitaria, gli Italiani non rinunciano alle scoperte enogastronomiche, anzi, aumenta un curioso legame tra enoturismo e covid.

Enoturismo e Covid: un modo diverso di scoprire

 

Sarà forse perchè il turismo di prossimità, in generale, è aumentato o forse perchè, proprio durante il lockdown le persone hanno riscoperto il piacere di quella lentezza che permette, per esempio, di assaporare il cibo e di chiedersi da dove venga, ma, è proprio vero, l’enoturismo in tempo di Covid è decisamente aumentato e, adesso, grazie alla vendemmia in corso, riceve un impulso ancora maggiore.

 

L’enoturismo in tempo di Covid: cosa dice la ricerca

 

La ricerca, pubblicata dall’Osservatorio di Reale Mutua, restituisce dei dati molto chiari e incoraggianti, ecco qualche numero interessante:

  • Il 38% del campione esaminato è interessato all’enoturismo
  • il 22% è intenzionato a fare enoturismo italiano prima di aprirsi a quello estero

La ricerca fornisce, poi, diverse altre statistiche che evidenziano come il vino sia un elemento molto presente nella vita degli italiani, che, in molti casi, si definiscono appassionati se non addirittura esperti e vedono in questo prodotto un elemento chiave per la valorizzazione del Made in Italy.

 

Enoturismo e vendemmia

 

Che sia per lavoro o per enoturismo, da sempre, la vendemmia mobilita gli appassionati di vino. Alcune aziende, “sfruttano” questo momento cruciale per far conoscere la propria azienda e la propria attività. Ad esempio, l’Azienda Castiglion del Bosco, in Toscana, propone delle esperienze che sono a metà tra la visita in cantina/vigna e un’attività di vendemmi vera e propria. Anche a Villa Madonna, in provincia di Asti, è possibile sentirsi parte della vendemmia prima di festeggiare con un buon pranzo

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