Vini docg: spiegazione

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La punta di diamante della classificazione dei vini italiani è costituita dai vini docg, ovvero da quelli che devono rispondere a disciplinari molto più restrittivi.

Vini docg: cosa sono?

Letteralmente, l’acronimo docg significa Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
L’ottenimento della Docg comporta, per un vino, la rispondenza a criteri molto più severi di quanto accada per i vini d.o.c. o i.g.p.
D’altro canto, un vino docg non ha bisogno di ulteriori presentazioni o rassicurazioni per quanto riguarda la propria qualità.

vini docg

Vini d.o.c.g. quali requisiti?

Il marchio docg viene assegnato a vini che presentano caratteristiche di forte legame col territorio, non solo in termini di provenienza delle uve ma anche di luogo di produzione del vino stesso.
Naturalmente, ogni vino d o c g  avrà il proprio disciplinare ma, in linea generale, possiamo schematizzare i principali requisiti richiesti per le docg italiane come segue:

  • Il vino in questione deve essere una Doc da almeno dieci anni
  • Il vino deve essere sottoposto ad un esame organolettico molto severo
  • molti disciplinari richiedono che tutte le fasi della produzione si svolgano in un ambito territoriale stabilito

Una volta ottenuta la docg, il vino potrà essere commercializzato in recipienti della capienza massima di 5 litri su cui verrà apposto il contrassegno di stato con numerazione progressiva.

Vini docg Italia

Ad oggi, i vini docg italiani sono 78 con una distribuzione geografica per nulla equilibrata. D’altro canto, le regioni che vantano meno doc non potranno che scarseggiare anche in fatto di docg.

Principali Docg Italiane

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