Vini del Molise e vitigni tipici

vini e vitigni molise

In un territorio così contenuto, come quello di questa regione, non si può certo parlare di quantità ma di sicuro, la parola qualità è quella che risuona nella mente di chi ha fatto in viaggio di enoturismo in Molise.

I vini Molisani: le denominazioni

Un piccolo territorio non può che avere poche DOC e molto contenute in termini di territori inclusi e vitigni riconosciuti. Nessuna DOCG per questa regione, dove, comunque, la qualità resta alta e concentrata nelle DOC e nelle IGT.

I vini DOC del Molise

Sono quatto le DOC del Molise. Ecco come si caratterizzano:

  • Molise DOC: una zona molto vasta per DOC che comprende molti comuni in provincia di Campobasso e di Isernia e produce vini a base di molti vitigni diversi, anche internazionali.
  • Biferno DOC: i comuni inseriti in questa DOC non sono molti ma tutti rientrano nella provincia di Campobasso. Non sono presenti vini monovitigno ma Trebbiano e Montepulciano prevalgono rispettivamente nella tipologia “Bianco” e “Rosso”
  • Pentro di Isernia DOC: compresa nel territorio collinare dei comuni di Agnone, Castelverrino, Fornelli, Monteroduni, Pesche, Pozzilli, Venafro e altri in provincia di Isernia.

I vini IGT del Molise

Due sono i vini IGT del Molise:

  • Osco o Terre degli Osci IGT
  • Rotae IGT

I vitigni del Molise alla base dei vini tipici

I vitigni a bacca nera spopolano in Molise, tra il grande protagonista del Montepulciano e la popolarità del Sangiovese e dell’Aglianico. In fatto di uve bianche, il Trebbiano Toscano è il maggior rappresentante, seguito da vitigni diffusi in tutto il sud Italia, come il Bombino Bianco , la Falanghina e il Greco. Non mancano al vigneto molisano vitigni internazionali di ogni tipo, mentre, parlando di vitigni autoctoni, il numero si riduce a uno ma così tipico da valere per mille.

Tintilia: vitigno autoctono del Molise

In Molise, è tutto in piccolo, quando si parla di vino e, così, anche la lista dei vitigni autoctoni, che in altre regioni e quasi infinita, qui si riduce ad un’unità.
Stiamo parlando della Tinitilia, un vitigno che sta riscuotendo sempre maggiore successo da quando è stato definitivamente distinto geneticamente dal Bovale Sardo a cui era associato fino a qualche tempo fa.
Un’ uva tintoria, perchè ricca di antociani, la Tintilia veniva usata in passato solo per arricchire il colore dei vini a base di altri vitigni ma oggi è in grado di dare anche in purezza dei prodotti ben strutturati, con un buon corredo di tannini e atti all’invecchiamento.


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