Viticoltura Valle d’Aosta: i vitigni autoctoni e i vini tipici

vino valle in valle d'aosta

Vini che passano da un’austerità tipica della montagna, fino al calore dei vini rossi. Una grande ricchezza di vitigni autoctoni per sola DOC dai tanti volti diversi: quelli di vini che esprimono tutte le sfumatura di una regione che, dal punto di vista vitivinicolo è una continua scoperta.
Ecco perchè, l’enoturismo in Valle d’Aosta deve, per forza, partire dalla scoperta dei vini e dei vitigni valdostani.

Indice

I vitigni autoctoni e tipici della Valle d’Aosta: un patrimonio di storia e gusto

I vitigni internazionali coltivati in Valle d’Aosta sono numerosi: Cabernet Sauvignon, Chardonnay, il Gamay, il Merlot, il Pinot Nero, il Sauvignon, il Viognier e il Syrah sono i più diffusi. Ci sono, poi alcuni vitigni nazionali che, in questa regione, hanno trovato un modo tutto particolare di esprimersi: è il caso del Nebbiolo che, al confina con il Piemonte, viene abbondantemente coltivato ed è conosciuto sotto l’identità di Picodendro.
Va ricordato che molti dei vitigni tipici della Valle d’Aosta, pur non essendo autoctoni sono coltivati da talmente tanto tempo in questa regione che sono diventati parte del patrimonio di tipicità perchè in grado di dare vini davvero unici.

L’elenco vitigni autoctoni e tipici rossi

  • Bonda: un vitigno antico coltivato in modo marginale nelle zone da Chatillon a Quart
  • Cornalin: vitigno autoctono coltivano da Arnad ad Arvier fino ad altitudini di 700 mt
  • Crovassa: vitigno autoctono quasi completamente scomparso in Valle d’Aosta
  • Fumin: vititgno autoctono abbondantemente coltivato nella parte centrale della Regione
  • Mayolet: vitigno autoctono coltivato in una vasta zona della Valle d’Aosta
  • Nebbiolo: come anticipato non si tratta di un vitigno autoctono ma di un’uva che ha trovato un’espressione talmente tipica da assumere, in questa regione, un nome diverso (Picodendro)
  • Ner d’Ala: vitigno autoctono antico, ad Arnad e Montjovet, dove è conosciuto anche con i nomi di Vernassa o Gros vien
  • Petit Rouge: uno dei vitigni autoctoni più coltivati nell’intera Regione
  • Premetta: vitigno autoctono conosciuto anche come Priè Rouge
  • Vien de Nous: altro vitigno autoctono con una forte presenza in Valle d’Aosta che viene chiamato anche Gros Viens o Gros Rodzo
  • Roussin: un antico vitigno autoctono ormai scomparso in Valle d’Aosta
  • Viullermin: coltivato ormai praticamente solo a Chambave e a Chatillon, questo vitigno autoctono è a forte rischio di estinzione.

Elenco vitigni autoctoni e tipici bianchi valdostani

  • Moscato Bianco: non certo un vitigno autoctono ma un’uva che si coltiva in Valle d’Aosta da molti anno e che dà origine a vini molto tipici
  • Petite Arvine: un vitigno che dà origine ai vini omonimi e che è coltivato anche in Francia e in Svizzera
  • Prié blanc: l’unico vero vitigno autoctono valdostano a bacca bianca è coltivato ad altitudini fino a 1.100 mt sul livello del mare.

Un viaggio nei vini tipici della Valle d’Aosta


Il vino valdostano in commercio rientra in un’unica DOC e, se vi state chiedendo quali e quanti siano i vini DOCG della Valle d’Aosta, forse, la risposta vi lascerà delusi: la Val d’Aosta non ha vini docg.
La grandissima quantità di vitigni autoctoni è il motivo della conseguente abbondanza di vini monovitigno. Ecco perchè, molto più spesso di quanto capiti in altre regioni, vini e vitigni, in Valle d’Aosta si confondono perchè portano gli stessi nomi.

Elenco dei migliori vini della Valle d’Aosta

I vini DOC valdostani sono il frutto di oltre 640 terreni vitati. Una denominazione quella della Valle d’Aosta DOC, che comprende moltissimi vitigni dalle caratteristiche molto eterogenee. Si tratta, in molti casi, di vitigni autoctoni che vengono coltivati esclusivamente in questa regione, dando vita a vini unici, tipici, spettacolari, ma anche, molto spesso, di vitigni internazionali che riescono ad esprimersi bene in questo territorio.
Ecco una selezione di vini rientranti nella DOC Valle d’Aosta, scelti in base alla tipicità del vitigno da cui nascono o alla particolare possibilità di espressione che offrono a vitigni internazionali.

Vini bianchi della Valle d’Aosta

Il vino bianco è il primo che viene in mente quando si pensa alla Valle d’Aosta. ma, a dire il vero, i vini rossi, soprattutto grazie alla grande influenza del Nebbiolo, che arriva dal Piemonte, sono numerosi e molto rappresentativi.
I vini bianchi valdostani sono, generalmente, vini poco caldi e scarsamente morbidi, mentre abbondano in sapidità, freschezza e mineralità. Questo, però, non vale, naturalmente, per i vini aromatici o per i passiti che, anche se poco numerosi, sono esemplari di tipicità imperdibili.
Ecco la nostra selezione di vini bianchi valdostani:

  • Blanc de Mogex et de La Salle: un vino ricavato da uve Priè Blanc coltivate alle altitudini vitivinicole più alte d’Europa
  • Chambave Muscat: un vino che si produce nei territori di Chambave, Pontey, Verrayes, Saint-Denis, Châtillon e Saint-Vincent con uve Moscato Bianco
  • Nus Malvoisie: ottenuto da uve Pinot Grigio locali
  • Chardonnay: un vitigno internazionale che, in questa regione trova una singolare espressione
  • Petite Arvine: un vino ottenuto dall’omonimo vitigno

Vini rossi tipici della Valle d’Aosta

Secchi, abbastanza caldi e morbidi, i vini rossi valdostani risultano comunque dotati di una certa freschezza e struttura. I vini rossi prodotti al confine col Piemonte si presentano decisamente più strutturati della media, essendo, in molti casi, ottenuti da uve Nebbiolo.
Ecco i vini rossi valdostani per noi più tipici:

  • Torrette: un grande vino che deve contenere almeno il 70% di uve Petit Rouge
  • Nus Rouge: un vino fruttato e asciutto a base di  Vien de Nus (per un 50%), di Petit Rouge (30%) e di altri vitigni autorizzati (per una percentuale massima del 20%).
  • Chambave Rouge: un vino rosso dagli intensi profumi, ottenuto prevalentemente da uve Petit Rouge
  • Arnad-Montjovet: prodotto nel comune di Arnad e nei suoi dintorni, si tratta di un vino prevalentemente a base di Nebbiolo ma anche con apporti (massimo 30%) di altri vitigni, come Dolcetto, il Pinot Nero, il Neyret, la Freisa e il Vien de Nus
  • Enfer d’Arvier: un vino prevalentemente a base di Petit rouge che può riservare grandi sorprese in fatto di invecchiamento
  • Donnas: in molti lo ritengono un fratello minore del Barolo, è un vino prodotto nella zona di  Donnas, Perloz, Pont-Saint-Martin e Bard, con prevalenza di uve Nebbiolo
  • Cornalin: un vino ottenuto con almeno l’85% di uve omonime
  • Fumin: un grande vino valdostano, ottenuto dall’omonimo, storico vitigno autoctono
  • Valle d’Aosta Gamay: un vino che, dopo un periodo di affinamento, è in grado di sprigionare tutto il bello dell’internazionale Gamay
  • Mayolet: da Saint-Vincent ad Avise le omonime uve vanno a creare un vino davvero tipico
  • Nus
  • Petit Rouge: ben 5 vitigni autoctoni per creare questo grande vino valdostano
  • Premetta: un vino ottenuto con almeno l’80% di uve Premetta
  • Viullermin: un vino dotato di longevità ottenuto dall’omonimo vitigno
  • Arnad-Montjovet: a base Nebbiolo

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