Enoturismo in Piemonte

Questa è la nostra regione, per questo l’enoturismo in Piemonte sarà l’argomento più approfondito in questo portale.

Sua Maestà “Il Barolo” con il Principe “Barbaresco” sono solo la punta dell’iceberg di ciò che ha da offrire questa regione. Le esperienze per wine lovers da fare in Piemonte sono tra le più numerose e variegate di tutta la Penisola, tanto che l’enoturismo in Piemonte non ha nulla da invidiare a quello montano o culturale.
Dalle Langhe  al Roero passando per il Monferrato, alla fine di questo viaggio, dare ragione all’Unesco che ha insignito queste zone del titolo di “Patrimonio dell’Umanità”.

Enoturismo in Piemonte: le zone vitivinicole

Certo, alcune zone zone più celebri delle altre, magari perchè vocate alla produzione del Nebbiolo o perchè legate ad una tradizione vinivinicola antica, ma, in Piemonte, le zone in grado di esprimersi con uno o più vini sono molte:

  • Area Pedemontana tra Saluzzo e Torino. E’ questa la patria del Pelaverga ma moltissime sono anche le produzioni di Barbera e Nebbiolo, mentre la vera chicca è il Quagliano, dal quale nasce un rosso da abbinare ai dessert, che non mancano in zona. In questa ampia zona si trova anche la denominazione “Pinerolese”, dove, oltre ai vini tipici di zona, ci sono due imperdibili gioielli da scoprire degli di qualsiasi enoturista: Il Doux d’Henry, un vino rosato al sapore di lampone e il più conosciuto Ramìe, un vino di montagna ottenuto da rari vitigni autoctoni.
    Altra scoperta da fare è quella dell’Erbaluce di Caluso, nella denominazione Canavese: sempre gradevole nella versione fermo o spumantizzato ma indelebilmente legato alla sua versione passita.
    Più si va in montagna e più si sente parlare di Carema, un Nebbiolo in versione davvero eroica!
    Appena fuori Torino, si trova un’altra denominazione. Collina Torinese, con vini rossi molti interessanti, tra cui la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, un delizioso vino da dessert. Dal “sapore” decisamente cittadino è la denominazione Freisa di Chieri perfettamente rappresentata dalla Vigna della Regina, situata sulla collina che domina il Capoluogo Piemontese.
  • Monferrato astigiano: un’area vitata sconfinata che contiene ben 23 denominazioni di origine e che, idealmente, è possibile suddividere in ulteriori macro aree. A nord, il Monferrato Casalese, con eccellenze a base di Barbera, Grignolino, Freisa e Malvasia; a Sud, le denominazioni Cisterna d’Asti e Terre Alfieri. Inizia qui un territorio completamente vocato alla coltivazione del Barbera che qui si esprime nella DOCG Barbera d’Asti, anche se un accenno deve essere fatto anche all’Albarossa. Moscato d’Asti e Loazzolo sono le altre produzioni che rappresentano al meglio questa zona.
  • Alto Monferrato: Acqui, che sta per Acqui Terme, è la parola ricorrente che si sente più spesso quando si parla di vini di questa zona. Brachetto d’Acqui e Moscato d’Acqui, per citare i più famosi. Anche Ovada risuona, con il suo famoso Dolcetto e con tutte le sfumature  del Cortese, il vitigno che dà, tra gli altri, vita al Gavi. Come non citare la zona del Tortonese, con il celebre Timorasso? Da non perdere anche i Barbara di Monleale.
  • Roero: a sinistra il Roero, a destra il Monferrato, in centro il Tanaro. Qui il grande protagonista è, senza dubbio, il Nebbiolo, in tutte le sue sfumature. Molto popolari gli Arneis, le produzioni a base di Barbara e Favorita.
  • Langhe: anche qui, la base musicale è quella del  Nebbiolo che, però, lascia spazio a ritmi variegati di Moscato, Barbera, Dolcetto (celebre è il Dogliani) e Pelaverga.

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